COSA SUCCEDE AL CHELSEA

 Il Chelsea perde ancora, questa volta in FA CUP, 0 a 2 contro il Manchester Utd. Ma cosa sta succedendo ai londinesi dopo una partenza sprint fatta da 12 risultai utili consecutivi? Il tecnico evidenzia la mancanza di motivazioni nei suoi giocatori, e dall’altro sembra porre l’accento sulle difficoltà degli stessi ad apprendere i suoi principi di gioco. Ed in effetti il Chelsea dell’ultimo mese è sembrato davvero la brutta copia di una squadra che dovrebbe mettere in atto quel sarrismo tanto decantato e osannato in patria e anche all’estero, che ci ha fatto divertire non poco: una squadra impacciata, molto fragile in difesa, e con difficoltà a proporsi pericolosamente e costantemente, come ci ha abituato il Napoli negli anni scorsi, in zona gol.
L’arrivo di Higuaín in tal senso sembrava poter essere la panacea di tutti i mali, e il pipita dal canto suo si è presentato nel migliore dei modi alla prima a Stamford Bridge, realizzando una doppietta nel 5-0 rifilato al povero e sempre più ultimo Huddersfield.
Vittoria scaccia crisi? Non proprio perché questo pomeriggio i Blues sono stati letteralmente umiliati all’Etihad Stadium dal City di Pep Guardiola, che si è imposto con un perentorio 6-0! Lezione di calcio assoluta dei citizens in vantaggio per 4-0 dopo appena 25 minuti, e che hanno arrotondato il risultato con due gol nel secondo tempo. Menzione speciale per il Kun Agüero, autore di una tripletta (una settimana dopo quella contro l’Arsenal) grazie alla quale raggiunge un mostro sacro come Alan Sheraer, a quota undici Hat tricks in Premier League. Meriti del City, oggi davvero perfetto, ma Chelsea troppo brutto per essere vero, errori elementari e tanta, troppa fatica a tenere il pallone; non proprio ciò che contraddistingue il gioco di Sarri.
Il problema si potrebbe sintetizzare così: nelle grandi squadre dove ci sono tanti campioni, è difficile inculcare loro uno spartito tattico da interpretare a memoria. Di solito le nozioni che gli allenatori impartiscono alle big sono minime e spesso la fase offensiva è demandata al talento e alla fantasia dei calciatori a disposizione.
Le grandi squadre si gestiscono non si allenano direbbe qualcuno, in effetti questa metafora calza a pennello, un po' come Allegri alla Juve, Zidane al Real Madrid, Capello, Lippi, Ancelotti.
Maurizio Sarri pretende troppo dai suoi calciatori, ma un Campione detesta il tatticismo esasperato, ragion per cui il tecnico italiano non avrà vita semplice a Londra, specie se non rivede i suoi metodi, ma a 60 anni mi pare un pochino complicato.

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