I PROBLEMI DELLA JUVENTUS

La squadra di Allegri si è sfaldata al primo incontro vero della stagione.
Che la Champions non fosse il campionato italiano lo sapevamo un po' tutti, di certo non potevamo immaginare che al primo incontro ad eliminazione diretta la compagine bianconera venisse travolta dalla verve dell'Atletico Madrid.
Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, nella seconda frazione sono venuti fuori tutti i limite della Juventus, quest'ultima ha avuto un netto predominio nella gestione della palla chiudendo con il 62%.
Il possesso diventa un'arma in più per affondare i colpi quando la squadra che difende deve continuamente riordinare la struttura difensiva dovuta al movimento rapido e veloce della sfera.
La Juve paradossalmente ha pagato a proprio sfavore la fase di possesso dovuta al fatto che il piano gara studiato da Allegri, ammesso che ce ne fosse uno, è fallito.
La mancanza di idee nel far risalire il pallone ha costretto i difensori bianconeri a muovere il pallone costantemente in orizzontale e nelle rare volte che si forzava la giocata per cercare Dybala alle spalle dei centrocampisti spagnoli il pallone veniva intercettato creando pericolose transizioni negative.
Aldilà dello stato di forma di alcuni giocatori, Dybala, Pjanic, De Sciglio,  Bentancour, Bonucci, che non hanno di certo brillato, alla Juve è mancato un piano strategico adeguato per affrontare il 4-4-2 di Simeone: con un sistema di gioco che difende il centro con 4 giocatori, tiene le linee strette per evitare spazi tra i reparti, forse allargare il gioco in ampiezza avrebbe dato qualche soluzione in più alla Juve per risalire il campo e concludere un'azione di gioco senza esporsi alle continue ripartenze dell'Atletico.

Più che un capolavoro tattico di Simeone il 4 3 1 2 proposto al Wanda Metropolitano da Massimiliano Allegri è stato un suicidio viste le caratteristiche dei calciatori avversari.
Lo stesso Allegri avrebbe dovuto riguardare bene il derby spagnolo del 9 febbraio quando il Real Madrid s'impose per 1 a 3 dominando sulle fasce laterale.

ATLETICO-REAL MADRID 1-3
16' Casemiro (R), 25' Griezmann (A), 43' Sergio Ramos su rig. (R), 74' Bale (R)
Il tabellino
Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Arias, Gimenez, Godin, Lucas Hernandez; Correa (65' Rodri), Thomas, Saul, Lemar (60' Vitolo); Griezmann, Morata. All. Simeone

Real Madrid (4-3-3): Courtois; Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Reguilon; Casemiro, Kroos (84' Ceballos), Modric; Lucas Vazquez, Benzema (89' Mariano), Vinicius (57' Bale). All. Solari

Espulso: Thomas (A)

Cosa aspettarsi dalla partita di ritorno
La Juventus ha la forza per ribaltare lo 0-2 dell'andata, allo Stadium può succedere di tutto ma è d'obbligo cercare di creare i presupposti per vincere l'incontro.
Fra tre settimane i giocatori ritroveranno quella brillantezza vista nella prima parte di stagione, il piano tattico dovrà essere studiato nei minimi particolari, a queste latitudini sono i dettagli a fare la differenza, non si potrà sbagliare niente.
I bianconeri dovranno rivedere più volte l'incontro di ieri per capire gli errori commessi, le palle inattive contro ad esempio sono state gestite malissimo: Bonucci si lascia cadere per terra come un principiante nell'occasione del primo gol, sul secondo invece la linea dei 7 che scappano verso la porta è disordinata, il primo palo rimane scoperto, Mandzukic respinge male e Ronaldo si perde Godin.
Errori che in Champions non possono essere perdonati.
Tra 20 giorni però la storia può essere riscritta.

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