LA POPOLARITA' DELLA CHAMPIONS LEAGUE

Il campionato per antonomasia è ancora primo per distacco.

Che la Premier League fosse il campionato di calcio più bello del mondo è un'affermazione fin troppo banale per gli appassionati di calcio. Ma cosa rende questa regular season così esteticamente superiore agli altri campionati europei?
I clubs possono sfruttare i proventi che riguardano le entrate derivanti dai diritti tv: la suddivisione ha previsto innanzitutto una parte di proventi comune a tutti i club. Si tratta di circa 80 milioni di sterline a squadra (per un totale di oltre 1,5 miliardi), soldi derivanti dai ricavi nazionali, internazionali e dai ricavi commerciali relativi ai diritti tv.
Una solida base economica che permette a tutti i clubs di essere molto competitivi nel calciomercato internazionale, innalzando di molto la qualità tecnica della propria rosa con giocatori di assoluto valore.


UN CALCIOMERCATO DA 900 MILIONI DI EURO
A tanto ammonta la campagna di rafforzamento dei 20 club inglesi, la leadership è del Liverpool che ha speso 170 milioni di euro pur di colmare il gap con i Campioni in carica del Manchester City, e i risultati sportivi sembrano essere direttamente proporzionali con gli investimenti fatti in sede di campagna acquisti: la squadra di Klopp è prima in classifica con 4 punti in più del City di Guardiola, con i Reds che potrebbero allungare dopo la partita casalinga di stasera contro il Leicester valida per il 24° turno di campionato.

La bellezza della Premier non è solo da attribuire al mero apporto economico che i clubs riescono a ricavare da diritti tv e merchandising, questa è solo una base di cui poggia la struttura nel senso più intrinseco del termine: nella Premier inglese c'è un mix di culture calcistiche differenti dettate dalle idee e dalle origini multieniche degli allenatori che siedono sulle panchine: dal gioco di posizione del City di Guadiola, al Gegenpressing del Liverpool di Klopp, al calcio organizzato del Chelsea di Sarri, passando per il calcio filosofico del Wolves di Espirito Santo, senza dimenticare lo stile inglese per eccellenza, quel calcio box to box privo di quel tatticismo esasperato che rende un incontro senza esclusione di colpi e allo stesso tempo molto appassionante.


Per ultimo e non per questo meno importante, il calcio inglese si distingue per le strutture quasi tutte di proprietà dei clubs, veri e proprie accademie dello Sport dove non manca proprio nulla. Per non parlare degli stadi che sono moderni gioielli dotati di ogni confort.
Cancellati gli hooligans grazie a delle norme ad hoc La ricetta inglese per riportare la gente negli stadi è passata attraverso:
1) la completa ristrutturazione degli impianti con la eliminazione delle barriere tra il campo di gioco e la tribuna, seggiolini in tutti i settori, capienza di almeno 20mila posti e possibilmente dotati di box privati, uso di telecamere a circuito chiuso;
2) presa di coscienza dei tifosi dopo il bando europeo;
3) responsabilizzazione delle società a cui è stata affidata la sorveglianza all'interno degli impianti attraverso la presenza di stewards privati (pagati dai club) in collegamento via radio con la polizia presente solo all'esterno degli impianti;
4) divieto per le società di intrattenere rapporti con i propri tifosi, fatta eccezione per la collaborazione finalizzata a prevenire possibili incidenti;
5) creazione di una squadra speciale di sorveglianza nazionale anti-hooligans: la National Football Intelligence Unit costituita da Scotland Yard nel 1989. Un agente è affidato a ognuna delle 92 società professionistiche e si occupa – viaggiando sempre al seguito della tifoseria - della schedatura dei tifosi violenti e di azioni di infiltrazione. Con questo sistema è stato possibile schedare, in un'apposita banca dati, circa settemila tifosi;
6) sistema "Crimistoppers" (in dieci anni ha permesso la cattura di oltre 15mila ultras) ideato da un gruppo di privati: esiste un numero verde a cui si può telefonare (media di circa 200 al giorno) per segnalare episodi, persone sospette e/o situazioni pericolose. Le denunce sono rigorosamente anonime così come la ricompensa ai cittadini che permettono la cattura degli eventuali teppisti.
Dal lato normativo:
a) lo Sporting Event Act (1985) vieta l'introduzione degli alcoolici negli stadi;
b) il Pubblic Order Act (1986) indica come reato il comportarsi alle partite in modo "allarmante", anche se non violento, concedendo ai magistrati il potere di impedire l'accesso negli stadi a singoli tifosi "violenti" che devono presentarsi ai rispettivi comandi di polizia in occasione delle partite;
c) ll Football Offences Act (1991) permette alla polizia di arrestare e far processare per direttissima i tifosi anche solo per violenza verbale (linguaggio osceno e cori razzisti).

Misure queste tutte in vigore in Gran Bretagna e che il governo Blair, nell'impossibilità di un'applicazione in occasione delle trasferte all'estero dei tifosi, ha ben supportato con l'approvazione del Football Disorder Act. Questa legge conferisce poteri enormi a Scotland Yard che può sequestrare il passaporto di un sospetto appena cinque giorni prima di una gara che si disputi all'estero.

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