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ALLENAMENTI SPECIFICI

11 CONTRO 11

Nel gioco del calcio l'unica certezza è che si gioca in 11 contro 11, almeno dal primo minuto, poi solo variabili, circostanze, episodi, opinioni, idee.
Nessuno ha la verità in tasca, ci si nasconde dietro un risultato, se si vince la ricetta era giusta, se si perde la ricetta era sbagliata. Un pensiero un pò pressapochista se si considera la varietà del gioco del calcio dove a vincere sono sempre in pochi, e questi pochi spendono anche parecchio, spesso più degli altri per accaparrarsi i migliori giocatori.
Undici da una parte undici dall'altra, dove gli undici non possono essere presi per strada, dai palazzi di fronte, al bar, al dopo lavoro ferroviario, ma scelti in tutti i campionati del mondo affinchè si possa formare una squadra forte, tatticamente intelligente, dove per tattica non si intende il sistema di gioco attuato dall'allenatore, ma la scelta di gioco che uno o più giocatori compiono in una determinata situazione.
Una squadra deve essere forte tecnicamente, cioè il rapporto calciatore palla deve essere di qualità: lo si vede dagli stop, dai controlli orientati, dai passaggi, dal dribbling, dalla coordinazione motoria. Rientrano nella sfera tecnico tattica le letture del gioco che ogni calciatore deve avere.
Si passa alla sfera fisica e alla sfera psichica, insomma, 11 giocatori non son mai uguali ad altri 11 che si vanno ad affrontare.
In questi ultimi anni, l'allenatore è diventato più un gestore di uomini:  i media, i giornalisti, i presidenti, hanno reso questo ruolo difficilissimo. Ma veramente è così importante l'allenatore in una squadra?
Proviamo a pensare che in passato non era così, c'erano 11 giocatori che si autogestivano cercando di vincere, come? si passavano la palla tra di loro e i migliori erano deputati a dribblare e fare gol.
E' molto semplice prima che qualcuno complicasse tutto.

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